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Oggi esistono svariate categorie di gadget realizzati con diverse tecniche di personalizzazione che utilizzano la quadricromia o il Pantone. Ogni materiale utilizzato ha una tecnica d’elite.

Nell’articolo di oggi vogliamo approfondire l’argomento dei colori associati alla stampa dei gadget.

Il Pantone ieri

pantone 691 colore rosa con cucchiaino di sale rosa in palette

Ma scendiamo subito nello specifico e vediamo le differenze tra il Pantone “ieri” e come invece è utilizzato al giorno d’oggi.

Nel nostro settore, dove l’identità aziendale è fondamentale, è molto importante che la stampa sui prodotti sia il più possibile coerente e precisa. Ciò è fondamentale per mantenere un’elevate coerenza con la corporate identity aziendale.

Nella maggior parte dei casi i loghi sono costituiti dai famosi colori Pantone, si tratta di tinte piatte determinate da codici identificativi.

Pantone è anche il nome dell’azienda in cui lavorava Lawrence Herbert, chimico che nel 1963, realizzò la prima guida pantone. Inizialmente conteneva 10 colori e fu una svolta per tipografi, grafici e agenzie di comunicazione che finalmente iniziarono a parlare la stessa lingua.

Da quel momento il colore Pantone diventa uno standard nel mondo della stampa e del design. Ogni tonalità è composta da una determinata quantità di inchiostro, specifica inserita all’interno della guida.

Il Pantone oggi

doppia parete con quadratini di colori pantone diversi

I colori Pantone oggi si sono espansi moltissimo. Esistono infatti 2161 colori proprietari per la grafica di stampa, tutti determinati da codici identificativi. I codici Pantone si possono trovare all’interno delle “Formula Guide”, ovvero due mazzette contenenti i colori per la carta patinata (coated) e non patinata (uncoated).

Così come il numero di colori, è cresciuto anche il suo ambito d’utilizzo. Infatti oltre al classico utilizzo per la stampa, sono stati standardizzati 2310 colori anche per l’ambito della moda e del design di interni.

Tutti i principali loghi sono composti da colori Pantone, ed esiste un sito in cui possiamo trovarli praticamente tutti, si chiama “Brand Palettes“.

Questo ci permette ormai di stampare su quasi tutte le superfici con differenti tecniche. Il Pantone si utilizza nella serigrafia e nella tampografia (dove possibile). In alternativa si procede con altre tecniche di stampa convertendo però i colori in quadricromia.

La quadricromia, un’alternativa ai pantoni

immagine con vari colori sfumati

La quadricromia stampata sulla carta offre quasi il 70% dei colori visibili all’occhio umano. Nonostante ciò, non è la soluzione più utilizzata quando si tratta di stampare sui prodotti personalizzati.

La quadricromia lavora per sintesi sottrattiva, miscelando ciano, magenta, giallo e nero. In questo modo si riesce a restituire su stampa un ampio spettro di tinte.

Attraverso i retini, vengono depositati sul supporto di stampa un’infinità di puntini monocolore di diverse dimensioni. Questo fa si che, una volta affiancati, il nostro cervello li elabora e li interpreta come colori differenti.

La resa cromatica è brillante e precisa, ci permette di realizzare immagini o loghi composti da molti colori. Sembrerebbe quindi la tecnica migliore da utilizzare. Diciamo sembrerebbe perché c’è un lato negativo, ovvero quello del costo elevato.

In ogni caso, se vi affidate agli esperti del settore, sapranno sicuramente consigliarvi tecnica e materiale adatto per far sì che i vostri articoli vengano prodotti nel migliore dei modi!

Se l’articolo sul Pantone ti è piaciuto, vai sulla sezione del nostro blog dedicata alle tecniche di personalizzazione per conoscere tutte le alternative.

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