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In occasione de L’essenziale è Barocco, rassegna di oltre 200 eventi dedicati a questo stile artistico architettonico e sparsi su tutto il territorio piemontese, la Reggia di Venaria inaugura la stagione 2020 con un’imperdibile mostra dal titolo Sfida al Barocco, Roma Torino Parigi 1680 – 1750.

Dal 30 maggio al 20 settembre 2020 sarà possibile osservare con i propri occhi più di 200 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni di tutto il mondo. Tra questi il Museo del Louvre, il Metropolitan Museum di New York e la National Gallery di Londra.

Ma perché Sfida al Barocco, Roma Torino Parigi 1680 – 1750?

locandina mostra sfida al barocco 2020

Tra il 1680 e il 1750 la città di Torino riuscì a creare un intenso dialogo di idee e scambio di opere e artisti con Parigi e Roma, poli di attrazione dell’Europa moderna. Questo contribuì a generare una grande stagione di rinnovamento delle arti sulla scena internazionale.

Non potevano mancare a questo appuntamento le opere di Maratti, Trevisani, Conca, Giaquinto, Subleyras, Cametti, Legros, Bouchardon, Ladatte e Collino. Tutti artisti che sperimentarono nuove forme e linguaggi di comunicazione in nome della modernità e che contribuirono allo sviluppo del Barocco a Torino.

Quale poteva essere quindi la location ideale per raccontare questa avvincente storia se non la Reggia di Venaria?

interno della Reggia di Venaria a Torino
Reggia di Venaria

Grazie all’intervento dell’architetto messinese Filippo Juvarra, nel 1716 la Reggia di Venaria divenne uno degli esempi architettonici indiscussi del Barocco a livello europeo, tanto da essere nominata dall’UNESCO nel 1997 Patrimonio dell’Umanità.

A Filippo Juvarra si deve anche il progetto della Citroniera delle Scuderie. Si tratta della galleria che ospiterà la tanto attesa mostra progettata dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura. Sarà organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, che ha lo scopo di riscoprire le tappe fondamentali del Barocco piemontese.

La mostra: il dietro le quinte

Quando si pensa ad una mostra, nella maggior parte dei casi, ci si riferisce solo a quello che è visibile e all’esperienza del visitatore. Si trascura però troppo spesso che prima dell’apertura al pubblico, una squadra di professionisti lavora quotidianamente per far sì che l’esperienza museale sia un momento perfetto e indimenticabile.

Quali sono dunque i passaggi fondamentali? Un comitato scientifico si occupa della scelta delle opere più rappresentative e significative legate al tema della mostra.

In questo caso tra le opere più attese di Sfida al Barocco troviamo,  Diana e Endimione di Pierre Subleyras, oggi alla National Gallery di Londra; “Roma antica” a confronto con “Roma moderna” di Giovanni Paolo Pannini, in arrivo dal MET di New York, ma soprattutto il bucintoro dei Savoia in chiusura della mostra.

Sfida al Barocco: il percorso espositivo

uno dei quadri della mostra Sfida al Barocco
Pierre Subleyras, Diana et Endimione, 1740, olio su tela, Londra, National Gallery.

Per comprendere al meglio un nuovo argomento si creano dei percorsi espositivi, frutto di periodi più o meno lunghi di studio, che facilitano il pubblico a comprendere temi con cui non è abituato a misurarsi quotidianamente.

È così che questa mostra suddivisa in 15 tappe ripercorre i momenti salienti della diffusione del Barocco. Con il supporto di dipinti, sculture, arredi, disegni, incisioni, arazzi e oggetti preziosi si attraversa la storia della Roma cosmopolita dei papi, della Parigi del Re Sole e di Luigi XV, e della Torino, capitale del nuovo regno, di Vittorio Amedeo II e di Carlo Emanuele II.

Una volta programmata una mostra è necessario trovare il miglior modo per comunicarla.

I visitatori devono essere attratti da immagini e linguaggi accattivanti al punto tale che la partecipazione all’evento diventi un’esigenza personale da soddisfare.

Per Sfida al Barocco l’artista torinese Leandro Agostini, che ha avuto il compito di creare la grafica di comunicazione della mostra, ha scelto proprio una delle opere più attese: Diana e Endimione, di Pierre Subleyras.

I dettagli dell’opera – come “i drappi e i mantelli dei personaggi”, sono stati spunto per la realizzazione del progetto comunicativo.

Infatti il quadro originale è stato privato dei soggetti principali per lasciare posto ai colori accesi degli stessi drappi. Lo spazio restante si è reso perfetto per inserire le informazioni utili dell’evento: il titolo, il sottotitolo, la data e il luogo.

Finita la visita alla mostra non pensate di aver terminato la scoperta del museo!

gadget della mostra Sfida al Barocco

Se siete alla ricerca di un prolungamento della vostra esperienza culturale oppure volete portarvi a casa una delle opere d’arte appena viste, troverete ciò che cercate all’interno del bookshop.

Anche dietro ad un semplice gadget ci sono una serie di fattori che portano alla scelta dell’oggetto perfetto per i visitatori che cercano un souvenir, un regalo oppure un ricordo.

Sfida al Barocco è un esempio perfetto di come una mostra abbia caratterizzato la selezione dei gadget.

La scelta dei gadget per la mostra Sfida al Barocco

gadget pulisci occhiali Sfida al Barocco

Partendo dall’immagine simbolo della mostra è nata l’idea di scegliere degli articoli che ne rispecchiassero le caratteristiche. Il chiaro riferimento ai drappi e ai loro colori si vede nella scelta degli scaldacollo in cotone colorati e personalizzati con etichetta cucita che riporta il titolo della mostra!

Ma non solo, anche le matite sono caratterizzate da una mina a più colori che lasceranno fare ai vostri bambini disegni multicolore.

Oltre a questi non potevano mancare i best seller di ogni evento ovvero shopper, t-shirt, panno pulisci-occhiali e magneti!

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