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Ci sono due cose a cui noi italiani non riusciamo proprio a rinunciare: mangiare e condividere. Sono questi gli ingredienti principali per il social eating in Italia.

Riguardo al secondo ingrediente, il condividere, abbiamo già prova di altre iniziative che si sono subito affermate anche in Italia.

Pensate al car sharing, a Airbnb o ancora al couch surfing: sono tutti figli di una filosofia della condivisione (la sharing economy) che sta prendendo sempre più piede, non solo in ottica di riduzione degli sprechi, ma come esperienza vera e propria di convivialità.

È proprio in questo contesto che si colloca perfettamente il fenomeno più conviviale di tutti: le cene sociali.

Ma siamo veramente interessati al cibo, o è qualcos’altro ad attirarci?

ragazza che fa un pic-nic al parco

Come accennato poco sopra, chi sceglie l’esperienza di social eating (o social dining per la cena), non è interessato tanto all’aspetto culinario del fenomeno, quanto all’idea di trovare nuove community in cui inserirsi.

Se infatti in principio il social eating è nato in ottica di riduzione di sprechi, oggi queste “cene tra sconosciuti” raramente costano meno di un pasto al ristorante.

Ancora una volta però non è tanto il pasto in sé e per sé che si paga, quanto il fatto di poter ospitare turisti a cena (per il cuoco) o farsi nuovi amici (per gli ospiti).

Questi “eventi sociali” hanno spopolato soprattutto tra i Millennials.

È curioso notare come, in un range di età compreso tra i 25 e i 44 anni, più ci si avvicina ai 44, più è facile che una persona si approcci al fenomeno del social dining come cuoco piuttosto che come partecipante.

Come si diventa dei veri social eaters?

tavola apparecchiata per un evento di social dining

Vediamo adesso come funziona veramente il social eating o social dining.

Come visto poco sopra, questi pranzi o cene tra sconosciuti possono essere vissute sia come cuochi sia come commensali.

Vediamo nello specifico quali sono gli step da seguire per partecipare a questi eventi.

Se sei un “eaters”:

  • Dovrai iscriverti a una delle piattaforme presenti online (che vedremo nel prossimo capitolo);
  • scegliere tra gli eventi nella tua città. Il social eating infatti, prevede diversi tipi di eventi. Potrai scegliere tra la modalità classica, cene/eventi di lavoro oppure pensati per ospitare turisti stranieri;
  • confermare la prenotazione e procedere al pagamento online del pasto;
  • raggiungere la location e sederti a tavola per dare il via alla tua cena (o pranzo) social.

Se sei lo chef:

  • Dovrai iscriverti ad una piattaforma di home restaurant;
  • scrivere e condividere come prima cosa il tuo menù. In questa voce dovranno essere presenti, oltre alla descrizione del pasto, anche la data, l’ora, il numero minimo e massimo di persone che si possono ospitare a casa propria, e le indicazioni per raggiungere la location;
  • approvare le richieste sulla piattaforma; 
  • cucinare (attento a non dimenticarti di questa parte perché non è il caso che le persone si ritrovino a condividere una social dining senza cibo 🙂 )
  • sederti con i tuoi nuovi amici e goderti l’esperienza di social eating!

Social eating in italia: quali sono le piattaforme più popolate

ragazzo che usa un'app di social eating

Adesso forse non è il periodo più adatto per organizzare cene sociali tra sconosciuti ma, fino a poco fa, questo fenomeno faceva parte degli eventi a cui le persone partecipavano più volentieri.

Questo è dimostrato infatti dagli iscritti alle due piattaforme di social eating più in voga. Stiamo parlando di Gnammo e Eatwith. 

Gnammo: come funziona?

Gnammo home restaurant è la più grande cucina social in Italia, con più di 200 mila persone iscritte e 20 mila eventi tra pranzi, eventi di lavoro o cene in casa per turisti.

Come per tutte le APP o piattaforme di social eating, anche per Gnammo, i protagonisti sono due:

  • il cook (chi decide di mettere a disposizione la propria cucina);
  • gli Gnammers (le persone che vogliono condividere un pasto con altri perfetti sconosciuti).

Altra funzione di Gnammo sono le cosiddette Special dinner, eventi organizzati ad hoc su richiesta degli gnammers.

Nello specifico sono esperienze speciali come cooking class o richieste di ricette particolari, da vivere in location da sogno.

Per fare un esempio, una special dinner potrebbe essere un evento di social dining ospitato da un cooker che vive in un palazzo affrescato in piazza delle erbe a Verona.

Eatwith, per una cucina più etnica

Al secondo posto della nostra classifica, si posiziona Eatwith, piattaforma di social eating caratterizzata da un pubblico più internazionale.

Ad oggi è infatti disponibile in più di 130 paesi diversi e nasce soprattutto per ospitare turisti a casa propria e rendere la loro esperienza di viaggio più immersiva.

Con Eatwith il social eating diventa quindi più internazionale, e regala ai viaggiatori la possibilità di entrare veramente in contatto con la cultura del posto.

Mantenendo sempre un carattere di internazionalità, Eatwith dà anche la possibilità di fare corsi di cucina etnica online, e ti aiuta ad organizzare eventi privati.

Come per Gnammo, anche su questa piattaforma i ruoli del social eating hanno dei nomi: il cuoco infatti, sulla falsa riga di Airbnb, prende nome di Host e gli ospiti di Eatwithers.

Il social eating vive anche al di fuori delle piattaforme. Il caso “Piacere, Milano”

tavola con piatti etnici come esempio di social eating

Oltre alle due piattaforme principali di social eating in Italia appena citate, sono nati anche singoli eventi di cene sociali in situazioni speciali.

È il caso di “Piacere, Milano”, nato in occasione di EXPO nel 2015. Durante i mesi dell’Esposizione Universale infatti le persone hanno avuto l’opportunità di prendere parte a questo bellissimo progetto di social dining.

Il progetto prevedeva che i cittadini milanesi si potessero trasformare in host e ospitare a casa propria i turisti e condividere la propria cucina per una cena tra sconosciuti.

Grazie al social eating, i turisti stranieri arrivati a Milano hanno potuto vivere un’esperienza da una parte molto internazionale per via della caratterizzazione stessa della fiera, e dall’altra un’esperienza intima e piacevole come quella di una cena in casa tra amici, assaporando così la vera vita milanese.

Social eating alternativo e all’aperto

Se leggendo l’articolo ti è venuta voglia di provare subito, con molta attenzione nel rispettare le norme anti Covid, potresti provare l’esperienza del social eating al parco.

Per restare in tema green, ti abbiamo proposto alcuni gadget che potrebbero assicurare la riuscita del tuo pranzo.

SET PRANZO IN BUCCE DI RISO

set pranzo ecosostenibile come gadget per social eating

Per un evento social eating al parco non si può non optare per degli accessori ecosostenibili. Un articolo ideale ed innovativo potrebbe essere questo set da pranzo composto da un contenitore a due scomparti, delle posate e un contenitore più piccolo. È interamente realizzato da bucce di riso.

BORSA TERMICA PORTA PRANZO

borsa porta pranzo come gadget per social eating

Questa borsa termica porta pranzo è l’ideale per conservare al meglio il tuo pranzo e per recapitarlo agli gnammers/eatwithers direttamente al parco. L’esterno della borsa è in carta mentre l’interno è rivestito con alluminio refrigerante. Le sue dimensioni sono: 26,5 x 20,5 x 9,0 cm

PELLICOLA PER SANDWICH

involucro porta sandwich come gadget per social eating

Se preferisci un social eating più all’americana, l’articolo perfetto per il tuo club sandwich è questo: un involucro ecologico e riutilizzabile. Si adatta a tutti i tipi di pane e sandwich, e può essere utilizzato anche come tovaglietta. Può essere usato più e più volte ed è lavabile in lavatrice.

COPERTA DA PIC-NIC

plaid ecosostenibile

Manca solo un elemento per rendere il tuo pasto perfetto. La coperta da pic-nic! Questo plaid è una coperta multifunzione, così dopo averla utilizzata come tovaglia sarà ottima per la tua pennichella post pranzo😊.

Social eating, ma dal vivo!

iphone che fotografa macarones

Sappiamo che questo momento storico non aiuta il fenomeno del social eating in Italia, e in generale in tutto il mondo, ma la speranza è quella di poter tornare al più presto a partecipare ad eventi sociali come questo.

La cosa che troviamo più affascinante del social eating è il fatto che usa un mezzo virtuale per connettere persone offline. Il vero evento sociale infatti sarà poi interamente face to face, con il gesto più conviviale che ci sia: mangiare insieme. 

Queste cene tra sconosciuti danno infatti l’opportunità di vivere una reale esperienza al di fuori del virtuale, utilizzando la cucina solo come mezzo per creare nuovi rapporti. A differenza di altri social, in cui il cibo fa ormai da padrone e dove spesso pur di fotografare cosa abbiamo nel piatto ci estraniamo dalle persone sedute a tavola con noi, con il fenomeno del social eating il processo è inverso.

Infatti, l’utilizzo della piattaforma virtuale e anche il cibo in sé, sono solo una scusa per permettere alle persone di incontrarsi finalmente dal vivo e condividere il piacere di un pasto in compagnia.

Ci hai pensato? Anche pranzare al lavoro è una forma di social eating e, con i gadget giusti, si mangia molto meglio: scoprili qui!

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