Un gadget per combattere l’obesità

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Annalisa Toniatti on 2 febbraio 2016 - 10:00 in Case history, Gadget, Marketing e Advertising
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Un gadget per combattere l’obesità
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Sembra un titolo fatto apposta, ma non lo è. Si basa su una ricerca scientifica della Cornell University che ha portato a risultati insperati e che offre un grande spunto per le strategie di marketing future.

E’ stato infatti scoperto come ad un pasto abbondante ne venga preferito uno dimezzato ma accompagnato da un gadget. L’esperimento è stato eseguito utilizzando come campione un Big Mac – uno dei più famosi panini creati da McDonald’s e l’Happy Meal – il “pacchetto” pensato e confezionato ad hoc per i più piccoli che contiene porzioni di cibo ridotte accompagnate SEMPRE da un gadget colorato che spesso diventa oggetto di collezionisti e motivo per consumare di più nel fast-food americano.

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Non è il contenuto che bisogna imitare ma la forma in cui viene presentato” – spiega Martin Reimann – professore di marketing all’Università dell’Arizona e autore principale dello studio.

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Reimann – professore associato università e autore dello studio

Quello che ha dimostrato questo studio preliminare, che è stato poi susseguito da molti altri studi simili sul valore della ricompensa, è che gli adulti sono portati a scegliere delle porzioni di cibo ridotte se queste sono accompagnate da qualcosa che viene percepito come un BEL premio – ad esempio nel caso degli adulti il premio consisteva in biglietti della lotteria o gift card.

Quindi una strategia di marketing innovativa e sorprendente – che può portare anche a risultati importanti per quanto riguarda la salute delle persone.

La conferma dell’efficacia e della veridicità dell’esperimento è stata anche data dalla risonanza magnetica funzionale (fMRI) che ha sottolineato come la reazione del nostro cervello sia uguale di fronte ad una porzione abbondante di cibo e una dimezzata accompagnata da un gadget. Entrambe infatti, attivano la medesima area del cervello che è associata alle sensazioni di desiderio e motivazione.

E’ ovvio che questo risultato è solo uno studio preliminare e che il concetto va approfondito e studiato molto di più.” – secondo Martin Reimann, l’autore dello studio – “ma è interessante notare la relazione tra queste due variabili, che porterebbero ad affinare le future strategie di marketing messe in atto dai governi contro l’obesità.”

Tutto questo funziona per la felicità a breve termine e nel breve periodo. – continua Reinmann – Sarebbe stupido affermare che sia così semplice ridurre il problema dell’obesità. Ridurre le porzioni di cibo richiede infatti un grande autocontrollo, un gran senso del dovere ed anche una rigida disciplina. “

 

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